Muchas gracias teatro

chi siamo

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ciao!

Muchas Gracias è una compagnia teatrale che produce spettacoli originali, forti e indipendenti, con una voce ben piazzata che arriva dal basso (diaframma).

Le componenti della compagnia indagano nuove possibilità drammaturgiche come se il teatro fosse un’arte premonitoria (Lacan), sperando che alla fine di ogni creazione, un punto interrogativo (?) finisca per inghiottire il suo stesso puntino (.), trasformandosi nel tanto agognato gancio che le porterà sempre Mucha Merda (Pubblico, Pubblico). Credono nei fantasmi buoni che infestano l’aurea di ogni individuo (hahaha!), e nella luce che illumina il viso dell’attore quando incontra un gatto nero che non c’è (haha…eh?) in una stanza buia e chiusa (ehhh?!). Sì. Pertanto, hanno scelto di dare la parte a lui – sì, al gatto. (Eh?), All’incontro (eh?), All’impossibile (eh?), All’attore (ah!), e sebbene sia abbastanza fuori moda, credono ancora nel teatro fatto qui e ora (modalità online non disponibile). Spesso, però, quando meno se l’aspettano, giungono a una conclusione terrificante: “Siamo un po’ idiote”, pensano. E quando lo fanno, paradossalmente, sentono che stanno iniziando a percorrere la migliore di tutte le strade (ottimismo, ingenuità, negromanzia). Ripetono sempre la famosa frase di Lacan (di nuovo?!) che afferma che, a teatro, è possibile fare qualsiasi cosa, purché non sia qualsiasi cosa (fonte non disponibile). E quando lo fanno (qualsiasi cosa), pensano ancora di essere un po’ idiote (okay).

Alle fondatrici, due donne esibizioniste che si dedicano al teatro dal (fonte non disponibile), piace che collaboratori internazionali si infiltrino nel loro lavoro (Pubblico, Pubblico), così come elementi provenienti da altri settori analoghi, come la cucina, la sociologia, l’antropologia e l’oligofrenia. A loro piace usare la risata come termometro sociale, il palco come crocevia di paradossi contemporanei e la platea come potenziale ricettacolo di sorpresine fantastiche (e di applausi, applausi!). Loro stesse, di tanto in tanto, si sorprendono a guardare di soppiatto in prima fila, scoprendo lo spettatore di fronte ad un piacevole enigma: – Ma cosa stanno facendo?! (Teatro, ovviamente). Teatro che, in una notte stellata d’inverno (uno spettacolo!), non rappresenta l’analogia del bellissimo riflesso dei corpi celesti nel cielo, ma la terragna sensazione di non saper che cosa farsene da tutto ciò (Claudio Morganti).
E tutto nel calderone. E se, arrivati a questo punto, il tutto potrebbe sembrare un po’ troppo complesso, bisogna chiarire che le vere fondamenta del loro lavoro sono l’incondizionato Credo nella Bellezza dell’essere umano. Anche nella tua, sicuramente. Dovresti chiamarle. Gracias